eliminazione animali infestanti

Derattizzazione

La Derattizzazione è una particolare tipologia di disinfestazione murina volta ad eradicare la popolazione urbana di surmolotti, ratti neri e/o topi. Pratica antichissima, viene oggi effettuata tramite ricorso a sostanze tossiche e/o esche avvelenate. La procedura è obbligatoria effettuarla su tutti i siti frequentati dall'uomo, mediante l'utilizzo di apposite trappole dispensatrici di esche topicide, essendo i ratti veicolo di numerose malattie.

Le specie più presenti che infeudano i nostri ambienti sono rappresentati dal : Mus musculus, Rattu rattus, Rattus norvegicus.

Attrezzature Prodotti

Attrezzature & Prodotti

I rodenticidi sono prodotti chimici per l'eliminazione dei roditori.

In commercio troviamo:

Rodenticidi anticoagulanti (di prima e seconda generazione)

Rodenticidi non anticoagulanti (Rappresentate dalle esche virtuali  obbligatoriamente usate all'interno delle filiere alimentari)

Gli anticoagulanti si dividono in sostanze di prima generazione (a dose multipla) e di seconda generazione (a dose singola), d a questi ultimi principi attivi si evince che è sufficiente una sola dose, anche se avrà effetto solo 48 ore dopo, il tutto regolato in base al peso corporeo (DL50).

Bisogna quindi porre in essere delle tecniche di adescamento dei topi per attirarli a mangiare le esche, sfruttando l'unica attrattiva e cioè diversificare l'impasto alimentare.

I principi attivi utilizzati sono rappresentati dal : Difenacoum, Brodifacoum, Bromadiolone.

Nel caso di ingestione accidentale da parte di animali no-target (cani,gatti,ecc.) intervenire tempestivamente trattando l'animale con vitamina K .

I rodenticidi agiscono depauperando l'organismo di vitamina K , che è responsabile della sintesi dei fattori della coagulazione. Le emorragie si verificano quando la quantità di vitamina K presente nell'organismo è insufficiente o assente. Quando si interviene tardivamente, spesso non si riesce a ripristinare in tempo le riserve di vitamina K , per cui l'animale avvelenato il più delle volte muore. Le probabilità di riuscire a salvare il cane in corso di avvelenamento aumentano nel caso in cui si interviene tempestivamente alla comparsa dei primi sintomi; pertanto è indispensabile portare l'animale a visita dal veterinario anche al solo sospetto di avvelenamento.

Le esche, attualmente in uso, sono additivati di una sostanza amaricante atta a ridurre il rischio di ingestione specialmente sui bambini; essa è rappresentata dall'utilizzo in formula di Denatonium Benzoato.

Mus musculus

Topo comune o "topo domestico": per le piccole dimensioni, la capacità di passare in fori ancora più piccoli, la grande agilità può colonizzare ogni angolo della casa. Hanno inoltre una notevole resistenza alle sostanze rodenticide.

Topi

Dimensioni

I topi adulti misurano una ventina di centimetri, di cui la metà o poco meno spetta alla coda: il peso invece oscilla fra i 10 ed i 25 grammi.

Aspetto

Il pelo corto e lucente, varia individualmente dal brunastro al nero. Esso ricopre interamente il corpo, tranne zampe, orecchie, coda e punta del muso, che sono quasi del tutto glabre e di colore grigio-rosato.

Alimentazione

Si tratta di animali tendenzialmente onnivori: mangiano perlopiù prodotti di origine vegetale, ma all'occorrenza non disdegnano carne.
Il topo ricava l'acqua di cui necessita per la maggior parte dal cibo: in ogni caso necessita anch'esso di bere ogni tanto. Per integrare la propria dieta, non esita infine a praticare la coprofagia. A differenza del comune pensiero, ispirato dall'immagine trasmessa nei cartoni animati, i topi non mangiano formaggio se non in caso di estrema carenza di cibo.

Riproduzione

I topi sono in grado di riprodursi durante tutto l'anno. Nel caso in cui il cibo sia disponibile con continuità, la femmina può partorire e rimanere nuovamente gravida pressoché in continuazione, con un massimo di quindici parti annuali. Il ciclo estrale delle femmina dura circa 5 giorni, mentre l'estro vero e proprio dura una ventina d'ore. Quando numerose femmine vengono costrette a vivere assieme, tuttavia, esse tendono a non andare mai in estro, mentre se vengono messe in contatto con l'urina di un maschio, l'estro sopraggiunge dopo tre giorni.

 

rATTUS RATTUS

Il ratto nero o ratto comune è un mammifero roditore appartenente alla famiglia Muridae.
È inserita nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo.

rattus

Dimensioni

Misura fino a 40 cm ed oltre di lunghezza, di cui la metà o poco più spetta alla lunga coda. Il peso si aggira attorno ai 200 g, tuttavia non sono rari esemplari di 300 g. I maschi sono generalmente più grossi e robusti rispetto alle femmine.

Aspetto

Il corpo è squadrato e robusto, con zampe posteriori più lunghe e forti rispetto a quelle anteriori. Il pelo, come intuibile dal nome comune, è di colore nero, con tendenza a schiarirsi nella zona ventrale: le popolazioni locali presentano caratteristiche sfumature di bianco, grigio e bruno su dorso e ventre, spesso con sfumature azzurrognole.

Alimentazione

A differenza dei ratti delle chiaviche, il ratto nero è prettamente erbivoro: si nutre in prevalenza di cereali, frutta e granaglie, depredando i silo nelle aree rurali e portuali e causando danni anche ingenti, in quanto contamina il cibo con urina ed escrementi, rendendosi così veicolo di numerose malattie come la toxoplasmosi[6]. All'occorrenza, il ratto nero non disdegna di nutrirsi anche di insetti o di altri invertebrati, mangiando in caso di necessità qualsiasi cosa riesca a digerire.
Generalmente, un ratto nero di medie dimensioni consuma 15 g di cibo e 15 ml di acqua al giorno.

Riproduzione

I ratti neri non hanno un periodo riproduttivo preciso, ma le femmine possono riprodursi durante tutto l'anno (con picchi in estate ed autunno), dando alla luce fino a cinque nidiate l'anno se le condizioni climatiche lo consentono[7]. La gestazione dura poco meno di un mese, al termine del quale viene dato alla luce un numero di cuccioli variabile fra i 5 ed i 12: in prossimità del parto, la femmina comincia ad imbottire il nido con una grande quantità di materiale morbido, come foglie secche e muschio, ma anche carta e plastica. I cuccioli nascono glabri, ciechi e sordi: non aprono gli occhi prima delle due settimane d'età e vengono svezzati attorno al mese; possono dirsi indipendenti già appena dopo lo svezzamento, anche se non si allontanano dal nido prima di aver raggiunto la taglia adulta. Per raggiungere la maturità sessuale, tuttavia, impiegheranno dai 3 ai 5 mesi.

Speranza di vita

Il ratto nero raramente vive più di un anno in natura, mentre in cattività raggiunge i quattro anni di vita.

rattus norvegicus

Il ratto norvegese, noto anche come ratto marrone, ratto grigio, ratto delle chiaviche, surmolotto o pantegana. Diffusosi anche attraverso i commerci umani, oggi il ratto norvegese è presente ovunque sia presente l'uomo.
In natura, la specie è associata a fiumi, stagni ed in genere a sorgenti permanenti d'acqua anche salmastra, dal livello del mare alla media collina: si tratta tuttavia di una specie spiccatamente antropofila, che predilige ambienti ad antropizzazione forte e permanente, colonizzando le fognature (da cui il nome di "ratto delle chiaviche", in contrapposizione al ratto dei tetti che predilige aree asciutte), le discariche ed in generale le zone dove vi è una forte dispersione di cibo e una scarsa igiene.

rattus

Dimensioni

Può misurare fino 40 cm, di cui poco meno della metà spettano alla coda, per un peso medio di 350 g: alcuni esemplari di eccezionale grandezza raggiungono il chilogrammo di peso. I maschi sono solitamente più grossi e robusti rispetto alle femmine.

Aspetto

Il pelo è corto ed ispido ed ha un colore che va dal grigiastro al bruno, con brizzolature nere o bianche sul dorso: verso il ventre, il colore tende a divenire man mano più chiaro, fino a sfumare addirittura nel bianco sul basso ventre. Le zampe sono glabre e di colore grigio-rosato, con le posteriori più lunghe e forti rispetto a quelle anteriori: queste ultime vengono utilizzate per afferrare il cibo e portarlo alla bocca, nella quale trovano sede gli aguzzi incisivi ricoperti da smalto di colore giallastro.

Alimentazione

Si tratta di animali tendenzialmente onnivori, che tuttavia preferiscono nutrirsi di carne quando se ne presenti l'occasione: gli esemplari che vivono in aree urbane si nutrono principalmente di scarti, mangiando praticamente tutto ciò che di commestibile riescono a reperire: possono nutrirsi senza conseguenze nefaste per l'organismo anche di cuoio e di sapone. In natura, la specie tende a nutrirsi in massima parte di cereali, anche se vi è una variazione di dieta a seconda della popolazione presa in considerazione: i ratti che vivono in aree fluviali o vicine al mare, ad esempio, possono cacciare il pesce od i molluschi catturandoli con le zampe anteriori, mentre quelli di aree povere di cibo di origine vegetale possono ripiegare sugli uccelli ed i loro nidiacei. I ratti possono inoltre uccidere tutta una serie di piccoli animali (lucertole, topi, pulcini etc.), per poi stiparli nelle proprie tane e nutrirsene in seguito: in alcuni casi, gruppi di ratti grigi hanno addirittura aggredito dei bambini.

Riproduzione

In condizioni favorevoli, i ratti grigi possono riprodursi durante tutto l'arco dell'anno, arrivando in media a dare sette nidiate l'anno per ciascuna femmina: alle alte latitudini o nelle aree montane, durante i mesi più freddi il ritmo riproduttivo viene rallentato. . La femmina ha un estro che dura circa sei ore e durante il quale essa si accoppia promiscuamente coi maschi, arrivando a venire montata fino a cinquecento volte.
La gestazione dura fino a 24 giorni, al termine dei quali vengono dati alla luce da tre a quindici cuccioli del peso di 6 g ciascuno, ciechi, sordi e nudi: essi sono tuttavia in grado di emettere ultrasuoni per sollecitare la madre a stare attenta nel muoversi o a dar loro la poppata.

Speranza di vita

La vita media di Rattus norvegicus in natura è di due anni, mentre in cattività esso raggiunge fino ai quattro anni di vita.

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